VISITA AL SANTUARIO

L'esterno della chiesa non presenta particolare importanza. Avanti alla facciata e in parte al 1ato sinistro c'è un portico o loggiato rustico a tetto. Più volte restaurato, reca delle pianelle con rudimentali ornamenti; in una di esse si legge la data del 1651. E' sorretto complessivamente da sei pilastri e da tre colonnine-palo, in travertino (A.D. 1935) che vogliono rappresentare i simboli, ridotti ai minimi termini di espressione, di tre evangelisti.
Nei tre pilastri sono incastrate stele di travertino simboleggianti i tre villaggi che, annualmente compiono le antiche tradizionali processioni al Santuario: Scopoli, Roviglieto e Volperino. Le stele furono tutte progettate dallo scultore Don Pietro Corradi, parroco di Rasiglia e rettore del Santuario, e furono eseguite dallo scalpellino di Leggiana Giovanni Guidi in collaborazione col Corradi nel 1937.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A sinistra della porta principale vi è una piccola finestra, aperta in periodo posteriore; vi sosta spesso in preghiera il pellegrino, che attraverso la inferriata rivolge il suo sguardo alla Vergine. A destra vi è una iscrizione incisa dentro un'elegante sagomatura classica con stemmi quasi del tutto abrasati. L'iscrizione dice: ELEMOSINA PER LA FABBRICA MDLXXVI

Nell'alto della facciata, più volte restaurata, si apre una finestra rettangolare. A un lato un' iscrizione ricorda uno dei vari restauri; dice: M.C.R. 1910

Nella facciata sinistra si trova una porta ad arco. Sopra di essa c'è un piccolo rosone in travertino, semplice ed elegante; è opera del Corradi che lo disegnò e di Luigi Stramaccia di Foligno che lo scolpì nel 1933.

Intorno all'abside, in alto, gira un cornicione, un ornato architettonico ottenuto con spugne o travertino e con mattoni sagomati: lavoro del Corradi, che lo fece eseguire nel 1933.

L'INTERNO DELLA CHIESA

La forma è rettangolare. La parete destra è, per un buon tratto, sporgente verso l'interno; probabilmente è antecedente alla costruzione della chiesa stessa e faceva parte del presunto fortino o simile. Forse fu incorporata nel costruendo Santuario per ragioni di economia. Lo stesso muro e l'intonaco, più ondulato che nelle altre pareti, confermerebbe questa ipotesi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

La parete d'ingresso subì una deturpazione per l'ingrandimento della porta con danno alle proporzioni e ancor più agli affreschi. Ciò avvenne per ottenere una maggiore facilità nel far uscire e rientrare il simulacro della venerata immagine della Madonna.

Lungo la parete sinistra si apre una porta secondaria; di fronte ad essa, c'è un'apertura, un tempo più piccola; era formata da due archi in pietra e da una colonna di sostegno, ugualmente in pietra. Ideata dal Corradi, fu eseguita nel gennaio 1922 dallo scalpellino Severino Guidi di Leggiana.

Purtroppo la realizzazione comportò il distacco dalla parete di un affresco quattrocentesco: una Madonna con Bambino in braccio.

Il lavoro di distacco dal muro e di riporto su tela fu condotto nel 1920 da Tullio Brizzi di Assisi (1).

Attraverso questa apertura a due archi si accede a una cappellina ornata di ex-voto e, da questa, all'eremitaggio e all'esterno. Sopra la suddetta cappellina fu sistemato il vecchio piccolo organo, restaurato da Giustozzi di Foligno. Pur malandato, fa udire ancora il suo suono attraverso una bella grata di stile gotico disegnata dal Prof. Nicola Brunelli e lavorata dal Menotti, ambedue di Foligno.

La copertura della chiesa, fatta eccezione dell'ultimo tratto di volta a botte, è capriata scoperta e poggia sui muri perimetrali rialzati di circa un metro e mezzo, non si sa in quale epoca.

Nella parte sopra all'altare una grande nicchia, ristrutturata nel 1950, custodisce la venerata immagine della Vergine Madre, inginocchiata ed estatica innanzi al divino Bambino.

Una tavola del XVII secolo con lo stesso soggetto, viene fatta scorrere, sottraendo quasi sempre la statua allo sguardo dei fedeli, ad eccezione di particolari circostanze.

Da notare ancora come la parete ha subito varie modifiche non molti anni fa. Al posto delle due porte di accesso nel vano posteriore adibito a sacrestia, furono praticate delle aperture più ampie e se ne crearono delle nuove.

Così la vecchia sacrestia prese più decisamente l'aspetto di abside o coro. Le pareti furono sin dai primi anni del Cinquecento, ricoperte da pregiatissimi affreschi, da ex-voto ed oggetti preziosi di devoti graziati. Il Santuario sin da allora era meta di numerosi pellegrini.


(1) S. Giuliani, quad. 1, p.72

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


L'ALTARE DELLA CHIESA

Dopo la nuova sistemazione della nicchia della Madonna nel 1950 e la sostituzione del vecchio altare dagli scalini di legno posti sopra alla mensa, e paliotto davanti privo di qualsiasi valore, Don Pietro Corradi, Rettore della chiesa, ne fece costruire un altro, simile al precedente nel 1951, consacrato il 25 marzo 1952.

Il vecchio altare aveva intorno alla pala, una cornice maestosa dorata e, di sopra, un baldacchino a listelli di legno dorato. Esso fu eseguito dallo Stramaccia di Foligno su disegno del Corradi e a spese delle signore Dina Gregori e Flora Ovidi. Ma il cippo, di pietra granulosa, proviene dall'antica chiesa di Verchiano.

L'altare ha subito un'ulteriore trasformazione ed i lavori sono stati eseguiti e finanziati dal sig. Egisto Battaglini il 20-3-1976. Sopra l'altare è posto il simulacro della Vergine in atto di adorazione del Bambino Gesù. La nicchia è molto ornata; la cornice dorata, opera del celebre artista Giuseppe Piermarini, è intagliata e presenta quattro putti scolpiti in legno e con le ali dorate (1).