IL SANTUARIO

 

 Dal Blog di Roberta Bistocchi, servizio sul Santuario della Madonna delle Grazie del 20 ottobre 2016: click sull'immagine per accedere al canale youtube

(il video completo è disponibile su http://www.bastiaedintorni.com)

 

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Venendo da Foligno si percorre la strada statale 319 Sellanese e, superato l'abitato di Rasiglia, a circa un chilometro sorge il complesso del Santuario adiacente il fosso di Terminara e nelle vicinanze del fiume Menotre.  

L'atto di fondazione, rinvenuto nell'archivio notarile di Foligno, fa risalire la data di costruzione al 1450 (1).

Il 15 agosto 1450 ad Antonio Bolognini, Vescovo di Foligno, mentre si trovava nella residenza estiva di Capodacqua, si presentò don Bartolomeo, parroco di Rasiglia, il quale chiese ed ottenne l'autorizzazione di erigere una chiesa intitolata a S. Maria delle Grazie nella località detta «Maragone», termine oggi non più in uso (2).    

Il Santuario è un luogo di convergenza tra le popolazioni di Rasiglia e i paesi limitrofi come Chieve, paese antichissimo dove, secondo il Corradi, furono rinvenuti dei reperti dell'età della pietra conservati in luogo e delle «Torrecelle», delle quali restano tuttora rovine anche ai fianchi del Tenninara pressoché inghiottite dal bosco. Anche il non distante monastero di San Martino, che risale al mille circa e le cui rovine denotano una relativa ricchezza, sembra reclamare un centro vicino di convergenza, già precristiana, documentata da prova toponomastica (3). Infatti, lungo la strada vecchia Sellanese, che costeggia il fiume all'altezza delle sorgenti dette Alzabove, c'è un terreno chiamato Camparvana.

E' noto quanto sia tenace nella nostra gente, la conservazione, anche se deformata, di antichi vocaboli. Camparvana equivarrebbe, dunque, a campo degli Arvali o a Ambarvali (4).

E' probabile, poi, che la scelta dell'ubicazione della progettata chiesa della Madonna delle Grazie possa essere stata determinata anche dalla preesistenza di qualche altra costruzione: un avamposto di difesa, un tempietto o una maestà; è difficile affermarlo e ancor più escluderlo.

Il pievano di Rasiglia, Pietro Paolo Tonti negli Inventari dell'archivio parrocchiale, da lui compilati il 20 giugno 1774, alla presenza di Alessandro Innocenzi e Costantino Maggi, ambedue di detto luogo, pienamente informati di tutti i beni mobili e stabili ecc. , ammette l'ipotesi che vi fosse un fortino, dai resti di muraglioni ritrovati in più luoghi.

Queste sono le ipotesi storiche, le quali però non ci impediscono di ascoltare quanto la tradizione locale, viva ancor oggi, ci ha tramandato.

Secondo gli abitanti di Rasiglia sarebbe stata scoperta miracolosamente una statua della Madonna sotto il fosso Terminara. Da qui l'impegno del popolo di Rasiglia di erigere una chiesa nel luogo del ritrovamento.

Secondo gli abitanti di Verchiano (frazione del Comune di Foligno, ma appartenente alla diocesi di Spoleto) invece, il Santuario venne eretto a seguito di eventi successivi al ritrovamento della statua, la quale, ritrovata nel tenitorio della diocesi di Spoleto, sarebbe spettata di diritto alla parrocchia di Verchiano. Il parroco di Verchiano avrebbe portato nella chiesa la statua, la quale, però, di notte sarebbe tornata nel luogo del ritrovamento. Gli abitanti di Verchiano sarebbero, allora, tornati a riprendere il simulacro con un carro trainato da due buoi, che, però, non si sarebbero mossi. Ritenuto questo un segno della Volontà Divina, gli abitanti di Verchiano avrebbero permesso a quelli di Rasiglia di erigere una chiesa sul luogo del ritrovamento.

 Il Simulacro della Vergine in terracotta, inginocchiata in adorazione del Bambino Gesù, fu posto sopra l'altare maggiore. Oggi occupa la stessa posizione, ma, tranne il viso, il petto e le mani il resto della statua è di legno, poiché narra la tradizione che, in una processione dal Santuario alla Chiesa parrocchiale di Rasiglia, nell'attraversare il fosso Terminara, (unica strada di passaggio), la statua di terracotta della Vergine sarebbe caduta e si sarebbe rotta. Fu allora sostituita con l'attuale simulacro che è una statua lignea vestita e dell'antica immagine, conserva, come è stato detto solo il viso, ed il petto e le mani.

L'antico simulacro ricomposto e restaurato da Don Pietro Corradi, fu messo nel 1947 nella cripta, costruita appositamente.

Il nome Madonna delle Grazie è in sé chiaro, gli affreschi ed i numerosissimi ex-voto sono alcuni dei segni della riconoscenza dei fedeli e delle comunità protetti dalla Madonna. Le grazie elargite sono anche all'origine dei numerosi pellegrinaggi; primi in ordine di tempo quelli dei paesi di Roviglieto, Volperino e Scopoli, in ricordo dei quali Don Pietro Corradi, parroco di Rasiglia, scolpì nel 1937 tre Madorine sulle colonne del porticato antistante (5).

 

"Numerose grazie la Madonna continua a concedere, soprattutto di ordine spirituale."

 

"La Vergine come sempre ci aiuta a ritrovare Dio, il figlio Gesù ed in Lui, i valori della vita."

 

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(1) Foligno. sez. di Arch. di Stato - Nolari 1985, Girolamo di Luca. 1448 -74, C. 32 v.

(2) «Maragone è il toponimo che compare nell'atto della fondazione e nei successivi documenti a fianco dell'appeliativo di S. Marla ....(omissis), ed è la corruzione di un pre....(omissis) e del toponimo, paragonoe, il quale appun­to figura piu volte in un documento del catasto non datato. ma certamente anleriore al 1410 - .....(omissis) _. M. Seosi, ...(omissis) di Giurisdizione in merito ad un Santuario di frontiera: S. Maria delle Grazie di Rasiglia, in .Bollettino Stori­co della città di Foligno -  v. Foligno 1981. p. 69 nota 4.

(3) S. Giuliani. quad, 4, p. 38.

(4) .\ frates Arvale o Amharvale percorrevano i campi prima del raccolto .....(omissis) e offrivano agli dei pagani in sacrificio una scrofa, una pecora e un  toro. Era una festa pubblica romana per ottenere dagli dei una buona raccolta  - S. Giuliani. quad. 4, p. 41.

(5) S. Giuliani. quad. 2, p. 15.